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Introduzione al film “Il Gattopardo”

Lucilla Albano Biennale delle Memorie
24 set 2015
20:30
Fondazione Paolo Grassi - Martina Franca

Introduzione al film “Il Gattopardo”

Proiezione del film “Il Gattopardo” (1963) di Luchino Visconti nella versione restaurata.

La Grande Storia che rimane sullo sfondo o che irrompe nella scena, sia pur nella sua più suggestiva trasfigurazione artistica, attiene ad uno dei più complessi e tormentati passaggi della nostra storia: la nascita sofferta dello Stato unitario. Un obiettivo importante conseguito grazie anche al costruttivo generoso impegno di vitali forze giovanili democratiche formatesi alla scuola di Mazzini e di Pisacane, che però sognavano, con Garibaldi, un altro Risorgimento.
Un Risorgimento diverso da quello infine realizzato dai moderati guidati da Cavour che era abilmente riuscito, grazie ad una proficua azione diplomatica di largo respiro,  ad ottenere il consenso della comunità internazionale all’allargamento dello Stato sabaudo attraverso la conquista del Mezzogiorno.
Un Mezzogiorno povero, arretrato ed assetato di giustizia sociale che aveva inizialmente creduto nella rivoluzione garibaldina, ma che ben presto avrebbe scoperto il carattere borghese ed elitario del glorioso Risorgimento dei moderati.
L’aristocratica classe dirigente siciliana, devota a quel che restava dei vecchi residui feudali, si adattò con stanchezza ed ignavia al nuovo corso degli eventi, saldandosi, sia pure a malincuore, con i settori più spregiudicati e trasformisti di una borghesia rampante e volgare desiderosa di trarre il massimo profitto dalla nuova situazione politica.
Ancora una volta esclusi, sfruttati e abbandonati a se stessi, i poveri contadini senza terra che avevano creduto e sperato invano. Il massacro di Bronte il 18 agosto 1860 fu il primo chiaro segnale che nel nuovo Regno unitario non ci sarebbe mai stato il minimo spazio per alcuna “rivoluzione agraria”. Ma il peggio doveva ancora venire con la militarizzazione del territorio meridionale: unica risposta del nuovo Stato sabaudo al malessere, alla miseria e al disagio sociale dei contadini. (Matteo Pizzigallo)

Scheda del film

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